Se per Itaca volgi il tuo viaggio, / fai voti che ti sia lunga la via, / e colma di vicende e conoscenze... (Konstantinos Kavafis)

giovedì 15 settembre 2016

Luoghi e nonluoghi

Le spianate, le piazze, i parcheggi pubblici e privati, sono la contrazione (ma esplosa, ma allargata a dismisura, insufflata dall'evaporazione dei rapporti umani come un vetro che mostri i suoi tenui spessori traslucidi, fusa in volumi che non hanno più un vero dialogo con l'Oltre) dell'Agorà o del Foro.

Quello che, antico e sacro, sarebbe stato insieme lucus e mundus, il koilon vuoto e luminoso e puro di contro alla silva consueta in cui muoversi, di contro alla yle originaria del pieno, è ridotto ormai quasi solo alla contrapposizione delle forme, alla loro precisa o sgangherata giustapposizione metrica e commerciale.

Vige la regola della "concentrazione" massimale, lo sfruttamento topologico del volume come accumulazione: l'horror vacui di memoria aristotelica è stato elevato a formulazione matematica, di tipo economico.
Per questo quando si entra in un parcheggio vuoto o semipieno, si tentenna sempre fra un senso di incompletezza e di attesa, sempre meno invece con il senso di reale libertà che avrebbe accompagnato lo spirito degli Antichi.
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